Donatella Papi, a “Italia sul due”, afferma: Angelo Izzo è innocente! E Scoppia il caos in diretta

Novembre 20, 2009 di xamax

Angelo Izzo chi lo conosce?

E’ un ex estremista di destra che porta in carico ben due ergastoli e una violenza carnale. Ma facciamo un salto indietro. Di ben 34 anni. Siamo nel 1975. Due ragazze, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti cadono nelle mani omicide di tre uomini: Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido. La vicenda è spaventosa. Orribile. Si parla di massacro. I tre seviziano e uccidono la povera Rosaria Lopez. Per Donatella sembra delinearsi lo stesso destino. Qualcosa non torna. Donatella dinanzi alla violenza disumana dei suoi aguzzini risponde con l’intelligenza della disperazione. Si finge morta. Credendola tale, viene rinchiusa nel bagagliaio della macchina insieme alla sua amica, ormai senza vita, e si salva. E’ insomma protagonista di una vicenda agghiacciante e difficilmente immaginabile, per la sua crudeltà, per la sua ferocia. E’ quella che passerà alla storia criminale del nostro Paese come  la strage del Circeo.

Gianni Guido adesso è libero. Ghira è introvabile.

Ma non finisce qui.

Passano trent’anni, e per la nostra Giustizia sono maturi, nei confronti di Angelo Izzo, i tempi della semilibertà. E lui che fa?

Siamo a Ferrazzano, nei pressi di Campobasso. Vengono legate e soffocate Carmela Linciano e sua figlia, una ragazzina appena quattordicenne. Chi è il colpevole? L’ombra dell’uomo accusato  in tutti i gradi di giudizio della strage del Circeo è ancora presente. L’omicida è Angelo Izzo.

Non basta. Dopo questi tremendi omicidi, accertati, ripetiamo ancora, in tutti i gradi giudizio, per Izzo arriva il momento di sposarsi.

Con chi?

Donatella Papi giornalista e direttrice di un quotidiano online, conosciuta parecchi anni fa e con cui intrattiene un rapporto epistolare.

Izzo dichiara a un reporter: “… Il matrimonio è in progetto …” .  E ancora: “Come gli antichi samurai, entrambi abbiamo un gran desiderio di coltivare i valori della compassione, della bellezza, degli ideali, e delle belle bandiere. Donatella per me è una specie di angelo. Non dispero di un futuro migliore”.

Oggi “all’Italia sul 2”, la trasmissione in onda nel pomeriggio su raidue, viene invitata, Donatella Papi. Scoppia il caos in diretta.

La futura moglie di Izzo, prende in mano un foglio, incomincia a leggere e dichiara:

Izzo è innocente e lo dimostrerò.

Alcuni ospiti lasciano lo studio: sono indignati.

La Papi è stata invitata in una televisione pubblica per parlare del suo amore e non per dichiarare che Izzo è innocente.

Interviene telefonicamente una parente di una vittima che più o meno afferma queste parole: “Se quest’uomo esce, a costo di farmi 100 anni, lo toglierò io dalle strade”

La rabbia della signora parente di una delle vittime di Izzo, non è quantificabile.

Poi sopravviene lo scoop: non è soltanto la compagna epistolare di Izzo a dichiaralo innocente, perché alla domanda del conduttore nella quale si chiede se Izzo stesso si ritenga tale, la Papi risponde affermativamente.

Insomma, vengono messe in discussione, sulla base di prove e fatti che la Papi si riserva di far conoscere a tutti, due sentenze passate in giudicato. Bisogna sottolineare che Izzo è anche reo confesso.

Un penalista, parte civile al processo sulla strage del Circeo, presente alla trasmissione afferma che non ci sono gli elementi per riaprire quei processi.

Izzo per la Giustizia italiana e dunque per tutti noi, è colpevole. Non per niente sta scontando 2 ergastoli.

Questo post è dedicato alla memoria di:

Rosaria Lopez violentata e uccisa

Donatella Colasanti, scampata miracolosamente alla strage del Circeo, morta di recente per una brutta malattia e irrimediabilmente segnata nell’anima e nella psiche da quella tremenda esperienza.

Carmela Linciano e la sua bambina di appena 14 anni uccise trucidamente

Questo post è dedicato a tutte le donne che sono vittime della violenza

.

Il post ha preso spunto dall’articolo “Una giornalista romana chiede di sposare il mostro di Circeo” del Corriere della Sera del 19/11/2009 scritto da R.R. e dalla trasmissione “Italia sul 2” in onda su raidue

Nuove Brigate rosse? Un Magistrato autorevole è preoccupato.

Novembre 20, 2009 di xamax

Il metodo della lotta armata non è così efficace e risolutivo per come passa apparire. Perché? Perché la violenza non porta da nessuna parte. Non porta da nessuna parte puntare una pistola e uccidere un uomo per far valere i propri diritti. Non porta da nessuna parte fare esplodere bombe e seminare morte e panico sociale. Non è uno stato di Diritto quello fondato sull’uso delle armi e del terrore. E’ il ragionamento sembra anche abbastanza semplice, ma non per questo banale.

Ed è abbastanza allarmante che un magistrato del calibro di Libero Mancuso, risulti preoccupato. Non so quanto sia stata evidenziata pubblicamente questa preoccupazione, ma l’Unità nel numero del 13 novembre scorso gli ha dedicato una intervista della quale riporto qualche spunto che può rendere l’idea:

“… Il pericolo che, come gli anni Settanta, la risposta assurda alla crisi possa essere il conflitto armato, a mio avviso c’è. Anche se la storia del nostro Paese ha già ampiamente dimostrato come, in ogni momento in cui il terrorismo è stato forte, i diritti delle fasce deboli si siano ristretti notevolmente. Come il sistema dei diritti si sia arretrato, invece di avanzare come credevano i fautori della lotta armata”.

Altre sono le parole del Magistrato che colpiscono:

“… la società non fa che dare esempi di caduta della legalità e dei diritti: pensi – dichiara Mancuso al giornalista dell’Unità che lo sta intervistando- solo a quello che è accaduto, qualche giorno fa, in quella fabbrica di Roma. Dove il titolare e una squadra di vigilantes privati hanno sgomberato con la forza gli operai che protestavano pacificamente”. Ecco appunto ancora violenza per la risoluzione delle controversie.

Il dott. Mancuso adesso è in pensione. Si è occupato di terrorismo, criminalità organizzata, strage di Bologna e quella dell’Italicus.

Si, ma tu con chi sei schierato? Una domanda che mi son visto porre spesso: troppo spesso.

Novembre 12, 2009 di xamax

Non  sono di destra né di sinistra né del centro. No. Non mi identifico in nessuna delle tre maggiori correnti politiche. Semplicemente perché dalla destra sono nate delle tremende dittature, dalla sinistra altrettanto e dal centro un governo che non ha saputo far emergere una nazione splendida come la nostra Italia. Non mi dilungo sul perché e sul per come, non mi addentro all’interno delle filosofie socio economiche dei tre schieramenti per il semplice motivo che occorrerebbero pagine di intensa descrizione che non interesserebbero a nessuno. Perché, molto più di prima, a ognuno di noi, e cioè ai cittadini che stanno fuori dai palazzi del potere, interessa il nostro interesse, e forse abbiamo un senso dello Stato che gli stessi detentori della politica non hanno ancora percepito appieno.  

Certo i principi del comunismo che si basavano sull’eguaglianza economica dei cittadini potevano essere apprezzabili laddove avrebbero garantito la libertà totale di pensiero e di azione. Non serve a niente voler una eguaglianza economica quando non esiste la libertà di pensiero. Il pretendere di imporre al Popolo una corrente di pensiero ed uno stile di vita è una tremenda violazione della dignità di una persona e del Popolo intero. Ogni forma di violenza è condannabile. Ogni forma di imposizione di principi politici è detestabile. Allo stesso modo non  si poteva voler un super Stato efficiente e dittatoriale che esaltava il super uomo, la violenza e l’odio razziale, opprimendo chi in questo tipo di filosofia politica non credeva. Perché ogni forma di imposizione di principi politici è detestabile. Non si può schierarsi in un partito che portava lo scudo crociato e in se in principi del cristianesimo quando un tale movimento non è riuscito nella storia a creare uno Stato di benessere per tutta la collettività: l’Italia nella classifica mondiale è molto indietro nello sviluppo economico e nelle politiche fiscali e quelle sul lavoro.

E’ mancato e manca tuttora la cultura del rispetto. Manca tuttora la cultura della carta Costituzionale. Ecco, l’unico movimento ideologico a cui mi ispiro è quello Costituzionalistico, che non esiste. Nella Costituzione  e nei suoi principi c’è un  programma politico che attuato darebbe la possibilità di far crescere esponenzialmente la nostra nazione. Nel lavoro, nella solidarietà, nella democrazia, nel rispetto delle diversità, nel ripudio delle guerre come soluzione delle controversia internazionali, nell’evadere dai clientelismi e dai privilegi che spesso si rincorrono per poter affermare diritti che dovrebbero essere elementarmente disponibili. Eppure quei politici che crearono la Costituzione era gente che usciva da una tremenda dittatura nazista e fascista. Era gente che aveva combattuto contro quelle forze violente e assassine. Hanno avuto la grande sapienza di voler dire basta a qualsiasi dittatura esaltando la democrazia come unica e vera  forma di governo che rispetti le libertà individuali e gli interessi generali dell’intera Nazione.

Certo nel dopoguerra c’era il grande rischio che un’altra dittatura che si nascondeva dietro proclami e filosofie comuniste potesse appropriarsi del bel Paese. Ma gli americani sapevano il fatto loro e con quel grande aiuto economico che fecero sollevare l’Italia (il piano Marshall che si contrappose nettamente alle navi di grano che i sovietici ci volevano elargire), consentì alla nostra nazione di rialzarsi dalle macerie e di innalzarsi a potenza industriale. Fecero, insomma, in modo che nel nostro bel paese non prevalessero le forze estreme di un’altra forma di violenza politica: quella sovietica. E la cosa fu anche abbastanza insolita, perché noi eravamo un paese comunque nemico per gli Usa e risultavamo potenza nemica sconfitta. Ma pur di evitare che l’Italia divenisse feudo del Cremlino gli Usa, che tenevano comunque allo sviluppo della democrazia (checché se ne voglia dire la realtà, anche se a volte complessa, è palese)  ci aiutarono parecchio e fecero in modo che oggi possiamo scrivere e parlare senza dover rispettare censure ideologiche e violenze personali di qualsiasi tipo.

Il mio credo politico, rispondo  e concludo a chi me lo chiede frequentemente, si immerge, insomma, con il benessere collettivo e il rispetto della libertà della dignità del singolo. Il mio credo politico si sposa perfettamente con quello che emerge dalla Costituzione. Perché il mio credo politico si fonda sul Lavoro.

Perché un uomo senza lavoro, sfruttato e senza alcuna sicurezza è un uomo che è stato ucciso moralmente (così come ha affermato Salvatore Borsellino fratello del giudice Paolo). Non è più un uomo libero. E’ manovrabile. E’ nella condizione miserabile del bisogno assoluto. Una nazione che permette una situazione del genere non è abbastanza Democratica e non è fondata affatto sul Lavoro. E’ fondata forse sui privilegi sull’appartenenza e su un potere che ha sviato il suo interesse dal Popolo Sovrano. Eppure sono fermamente convinto, che gli strumenti pacifici, democratici, economici e sociali non mancano affatto nella nostra bella Italia.Il programma politico costituzionale può essere tranquillamente (non banalizzando affatto tale lavoro)attuato da chi si arroga il compito di rappresentare gli italiani nelle diverse sfumature politiche a cui appartiene. Forse è questione più di cultura che di politica.

La cultura del lavoro, della solidarietà, della legalità e della democraticità. Quella stessa che è descritta lapalissianamente nella Carta Costituzionale, una tra le migliori, se non la migliore, al mondo.

Michelangelo Florio Crollalanza ossia William Shakespeare?

Novembre 12, 2009 di xamax

Shakespeare: italiano?

In letteratura questo personaggio, senza alcun dubbio uno dei più grandi della drammaturgia teatrale di tutti i tempi, sembra sia  circondato da un alone di mistero. Sono stati avanzati dubbi sul sesso per esempio, pensando che il grande drammaturgo fosse in realtà una donna, ma anche sulla sua reale esistenza. Inoltre non è mai stata chiara la sua origine e il suo stesso nome non ha mai convinto che fosse in realtà autentico. Se ci soffermiamo sulle origini del grandioso drammaturgo però non possiamo che avere una speranza: che Shakespeare fosse italiano. Tante le coincidenze che porterebbero a questa conclusione. Dunque non inglese ma italiano. E per la precisione , siciliano, di Messina.

Ragioniamo per analogie e per supposizioni: Partiamo dal padre. Si tratterebbe di un certo Giovanni Florio, uomo letterato autore di un vocabolario che traduceva dall’inglese all’italiano. Dunque un uomo sapiente delle lingue che fece crescere il giovane in un ambiente culturalmente stimolante. Ciò in totale disaccordo con la biografia ufficiale che lo vede crescere in una famiglia inglese  il cui padre faceva il guantaio e che a soli undici anni lo vede impegnato già in attività lavorative. Pensate che scrisse opere in cui si evidenziano conoscenze di greco e latino, impossibili per un ragazzo che ha dovuto abbandonare gli studi.

Shakespeare inoltre, scontrandosi con il fatto che non abbia mai viaggiato, conosce e descrive benissimo realtà anche di piccoli paesi italiani, che ufficialmente non avrebbe potuto mai avere notizia. Come avrà fatto?

Nella biografia ufficiale poi sembra esserci un buco biografico: si tratta del periodo che inizia nel 1585 e finisce nel 1592. Periodo in cui Giovanni Florio (il presunto padre) si è dovuto trasferire a Padova per sfuggire alla santa Inquisizione che lo cercava in quanto calvinista. Nella città il giovane Shakespeare avrebbe conosciuto uomini di alto spessore come Giordano Bruno e Galileo Galilei. Giordano Bruno che successivamente, scriverà e invierà  in Inghilterra una lettera di “protezione” a chi diregeva dei circoli esclusivi di registi inglesi. Tutto per proteggerlo dall’Inquisizione che lo stava cercando. Altra analogia: nei circoli non risulta nessun Shakespeare ma piuttosto Michelangelo Florio.

Torniamo a Padova. E lì che sembra lo scrittore abbia iniziato a diventare tale. Addirittura l’Otello si ipotizza, ragionando su queste ipotesi, fu composto in Valtellina. In un luogo chiamato “ ‘Ca Otello” di proprietà di un uomo omonimo dell’opera, che, si raccontava, uccise per gelosia sua moglie. E non solo…

…Michelangelo conosce una ragazza che poi si trasferisce a Verona. Qualcuno parla di rapimento. La raggiunge, ma la ragazza muore e lui viene accusato dell’omicidio e scappa: è l’esperienza che lo porterà a scrivere “Giulietta e Romeo”?

Continuando sul filo logico seguito fin qui si pensa che anche sul nome si possa ragionare: Michelangelo Florio Crollalanza è figlio di Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza. Anche qui un’altra analogia.

Crolla-Lanza in inglese può essere tradotto con Shake=Scrollare e Lanza=Lancia=Speare. E il nome? Sarebbe quello della madre Guglielma inglesizzato e riferito al maschile: William.

Cero si potrebbe dire tutto e l’esatto contrario di tutto, ed attribuire e cercare coincidenze anche dove magari non se ne intravvedono. Ma studiosi come il prof. Martini Iuvara di Ustica dell’Università di Palermo e lo stesso The Times, il famoso giornale inglese hanno scritto sull’argomento in modo assai rilevante. E questo non sarà stato, sicuramente un caso.

Il post ha preso spunto dal programma in onda su raidue Voyager e dal sito http://www.granmirci.it/shakespeare.htm

8 ore di lavoro (settimanale) stancano?

Novembre 10, 2009 di xamax

Non so il perchè, ma dopo l’inchiesta fatta ieri da Repubblica sulla attività delle due Camere è balenata, quasi come in un sogno, l’idea di un isola. Sarà quella del tesoro? Non si sa, comunque sia, leggere che al Senato si lavora soltanto 8 ore settimanali e alla Camera un pò di più, appena 18 ore settimanli, fa pensare. Qualcuno già sogno un posto alla Camera vero? C’è un’altra sorpresa: la settimana, o meglio l’attività d’aula” inizia il martedì e si conclude il giovedì.

E non finisce qui. Al  Parlamento, cui spetta il potere legislativo, sembra si sia perso la bussola. Soltanto 14 i provvedimenti legislativi approvati contro i 113 del Governo. Insomma il Governo, che detiene il potere esecutivo, legifera più della Camera attraverso l’emanazione di decreti legge e decreti legislativi. E proprio su quest’ultimi dati si basa la controffensiva  del ministro per i Rapporti col Parlamento, Elio Vito, che intervistato sempre da Repubblica, risponde nell’articolo pubblicato sul numero di oggi: “… Poi dati alla mano risulta che il Parlamento , in questi 18 mesi, è intervenuto per  modificare nostri disegni legge per 1.013 volte e i ddl governativi 1.448 volte. Emi sento di contestare anche la tesi secondo la quale lavorano poco”.

Già. Ma allora quanto lavorano? Il giornalista di Repubblica mi risponde (indirettamente) con le parole della sua intervista:”Lo dicono le cifre. 8 ore settimanali al Senato e 18 alla Camera.

Da un comuncato della presidenza, si legge nell’articolo di Lopapa, sono quasi il doppio le leggi approvate dal Senato nello stesso periodo rispetto alla precedente legislatura. E inoltre il presidente della Camera dei Deputati ha dato mandato istruttorio ai suoi vice, Bindi e Leone, per rilevare presenze e attività delle commissioni parlamentari. E ancora, il presidente del Senato dopo l’approvazione della Finanziaria, vuole fare il punto sullo stato di esame dei provvedimenti legislativi di iniziativa parlamentare con i presidenti delle commissioni. La Finocchiaro capogruppo del Pd invece dichiara: “Si lavora poco e male, i dati di Repubblica sono impietosi ma veri. Da tempo proponiamo invanol’avvio dei lavori dal lunedì, mentre giace accantonato una nostra proposta di riforma dei regolamenti” . Insomma le acque si son smosse…?

E quel mio sogno però si è ripresentato sotto forma di un annuncio cui va alla ricerca chi si ritrova (molto spesso per colpe non sue) alla frutta: “AAA offresei attività lavorativa (part- time)? Richiedesi poca disponibiltà di tempo, ottima (direi superlativa) retribuzione, bonus, richiesta disponibilità di trasferimento” (e mi pare il minimo…)

Che faccio, continuo a sognare?

fonte: la Repubblica del 10/11/2009 articolo scritto da Carmelo Lopapa: “Presenza e produttività, stretta sui parlamentari” e intervista di C.L. : Vito:”Le Camere lavorano non le abbiamo esautorate”.

Afghanistan: soldato americano colpito da uno strano virus letale

Novembre 9, 2009 di xamax

L’Afghanistan, terra sicuramente affascinante ma carica di pericoli e non solo di tipo terroristici. Sembra infatti che in una zona remota a sud del territorio afghano, un soldato americano di 22 anni, il 16 settembre scorso, sia morto dopo essere stato punto da una zecca. A quanto pare, il parassita ha veicolato un virus, simile al temibilissimo “Ebola” , allo sfortunato militare che  è rimasto vittima di una letale febbre emoraggica. La notizia riportata sul “Washinton Times” è stata data da un medico militare della base del Kandahar, Jim Radike. Per capire e studiare la situazione è stata inviata una equipe medica, dalle autorità militari, per analizzare il sangue dei militari presenti in questa postazione.

fonte:  quotidiano “L’Avvenire” del 08/11/2009

Cocaina: quanti danni produce?

Novembre 8, 2009 di xamax

Ormai è diventato l’argomento dei nostri giorni. La cocaina è saltata alla ribalta della cronaca uscendo da quel mondo sommerso dove sembra abitare senza destare alcun tipo di scandalo. Come dire: tanti la usano, e forse si sa anche chi lo fa, però, fin quando non salta agli occhi del grande pubblico non occorre farne un processo mediatico. Eppure le cose non sembrano proprio così normali. Dagli articoli che si leggono sui quotidiani si fa avanti una denuncia volta a sgominarne il fenomeno, a parlarne e, quantomeno, a farlo erigere come vera e propria problematica sociale. Si perché la cocaina è davvero un grande problema sociale. Magari di questi tempi tutti i riflettori dell’emergenza pubblica sono rivolti all’influenza suina.  Ma, “approfittando” del caso Marrazzo (scusate il termine improprio) la cocaina è davvero un grande problema sociale. Innanzi tutto perché è facile, a quanto pare, da trovare. E’ facile da consumare. Non occorre nient’altro che un oggetto che la faccia inspirare. Altro elemento: non crea, a differenza dell’eroina, crisi di astinenza (crea però dipendenza psichica) che si ripercuota dolorosamente sul fisico. E ancora: chi la consuma, sempre secondo ciò che scrivono gli esperti, sono portati a provare sensazioni di benessere mai vissuti prima.  Insomma, detta così sembrerebbe quasi una manna dal cielo, ma non lo è affatto. Anzi. I suoi effetti sono pericolosissimi. In un articolo scritto ieri, sul “Corriere della Sera”, dal dott. Furio Ravera, psichiatra, si leggono tanti elementi allarmanti e assai pericolosi cui va incontro chi si espone al consumo della cocaina.

“La cocaina altera –scrive lo psichiatra- le condizioni fisiologiche del cervello: nel lavoro clinico abbiamo notato come il cocainomane si allontana progressivamente dalle acquisizioni della civiltà in termini di comportamenti e di responsabilità. La trasgressione sessuale è una di queste”. Ma non basta, il dott. Ravera allarga il campo a chi fa uso della cocaina e svolge una attività medica o finanziaria: “Un chirurgo (ce ne sono tanti) – scrive Ravera – che usa la cocaina tenderà a essere più temerario e sopravvaluterà le sue capacità. Ciò che desidera verrà confuso con ciò che può essere realizzato. Ma anche chi si occupa di finanza avrà lo stesso comportamento”. Più in là nell’articolo si legge: “Se consideriamo la diffusione della cocaina nel mondo degli operatori finanziari, come ha ricordato anche Jaques Attali, si può immaginare che essi diano vita ad un sistema caratterizzato dalla temerarietà e dalla irresponsabilità”.

Il dottore spinge ancor di più e nel suo articolo-denuncia dichiara: “Chi conosce da vicino i cocainomani sa che non conviene affidare loro nulla: sia che si tratti di risparmi, figli, automobili, sia il proprio corpo su un tavolo operatorio, oppure la conduzione della cosa pubblica”.

L’interessantissimo report vira poi verso la realtà adolescenziale italiana  che inizia a conoscere questo mondo, sommerso nell’illegalità, già all’età di 13 anni. E gli effetti sono molto allarmanti. I giovani non solo si abituano all’illegale, ma “c’è perfino chi sostiene il proprio ritmo di studio così…” scrive il dott. Ravera. E gli effetti dell’uso della cocaina non si fermano alla devastante dipendenza psichica, ma si allargano anche sul tessuto cerebrale dell’individuo che la utilizza. “La cocaina lo maltratta pesantemente”, scrive lo psichiatra e le alterazioni che subisce il cervello “fra vent’anni porteranno a un incremento di soggetti ancora relativamente giovani ma con segni di deterioramento delle capacità”. E ancora continuando: ”Si può già ipotizzare anche un aumento della spesa (pubblica?) per assistere queste persone che , per i bagni di dopamina favoriti dalla coca, sviluppino sindromi parkinsoniane e pseudo demenze”.

Insomma il quadro dei danni sociali ed individuali dovrebbe allarmare pesantemente gli organi statali. Perché la cocaina per l’individuo, a detta del dott. Ravera, “è l’inizio della fine”, ma non solo, perché lo è “anche per una società”.

E questo bisognerebbe farlo sapere a tutti, nessuno escluso.

Virgolettate le parole del dott. Furio Ravera, psichiatra, scritte nell’articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” del 7 novembre 09 a pag. 6

H1N1: vaccino italiano diverso da quello americano. Ma c’è un perché!

Novembre 6, 2009 di xamax

L’emblema è risolto da un salto indietro che bisogna fare fino al 1997. Ma prima diamo un’occhiata alla sostanza adiuvante che si chiama squalene.

Sul quotidiano “libero” del 4 novembre scorso una risposta in merito l’ha data Rino Rappuoli lo scienziato toscano della Novartis, azienda farmaceutica produttrice del vaccino. A Siena infatti ha sede il centro di ricerca e produzione della Novartis. Rappuoli ha affermato che lo squalene è “in sostanza un olio, estratto dal fegato del pescecane. E’ prodotto anche dal nostro fegato, circola nel sangue”. Alla domanda dell’autore dell’articolo, Andrea Scaglia, sul perché venga utilizzato nei vaccini, il ricercatore risponde: “E’ contenuto in dose minima nella sostanza adiuvante, cioè aggiunta al vaccino per amplificare la risposta immunitaria dell’organismo e “coprire” anche contro eventuali mutazioni del virus. E l’adiuvante brevettato da Novartis e presente nel vaccino contro l’influenza A – si chiama MF59- è stato ampiamente testato”. Ne è la prova il fatto che l’Agenzia Europea dei Medicinali abbia dato il suo ok per la sua diffusione.

Oggi leggo che in Usa il vaccino non ha questo adiuvante. Tanti si sono chiesti il perché. Il cronista di libero, in quello stesso articolo una domanda molto simile l’ha posta allo scienziato della Novartis che ha prontamente risposto: “Il vaccino influenzale adiuvato è stato messo a punto e prodotto in Italia e approvato nel nostro Paese prima che altrove, era il 1997. Negli Stati uniti, invece, le prove cliniche per questo vaccino sono state avviate solo nel 2006, per questo motivo non è stato ancora registrato”.

Ho voluto pubblicare su questo blog parte di questa intervista, perché ritengo che sia dovere di tutti informare su dichiarazioni oggettivamente riscontrabili e non su supposizioni dettate dalla paura. Anche perchè, come ha affermato Giuseppe Marino in un altro articolo pubblicato su “Il Giornale” di oggi,  “contro la paura non c’è alcun vaccino”.

Mtf ovvero Male to Female e quel mondo Trans che diventa cronaca e scandalo

Novembre 5, 2009 di xamax

Si legge su un articolo “dell’ Unità” del numero di oggi scritto da Vittorio Lingiardi dell’Università La Sapienza: “La notizia del giorno riguarda le persone Mtf (Male to Female). E la domanda del giorno è: perché un uomo può desiderarle?”.

Chissà quanti italiani di sesso maschile non sanno dare una risposta precisa a questa domanda. Ma trovare una risposta non è  facile. Scrive ancora Lingiardi: ”Mettiamoci in testa che nel campo della sessualità, non c’è mai una risposta certa”. E’ non è facile intuire il perché”.  Quanti programmi televisivi parlano di sessualità? Non rispondo perché è troppo ovvio. Eppure, quello della sfera sessuale è un argomento, che se affrontato in modo scientifico ed educativo, avrebbe dei risvolti davvero positivi nella vita sociale e nella qualità della vita individuale. Bisognerebbe, educare, innanzi tutto, a rispettare le scelte sessuali di ciascuno, quando queste però non ledono i diritti inalienabili dell’essere umano, o peggio ancora, toccano l’innocenza dei bambini.

Nello specifico, il mondo Trans perché resta nel segreto? Perché diventa motivo di scandalo? Una risposta assai convincente la dà lo stesso Vittorio Lingiardi che afferma: ”La nostra mente spesso si nutre di dimensioni mitiche, ma in certi casi è meglio rivolgersi all’umano. Umanizzare il mito trans, e riportarlo tra noi. Finché resta un oggetto mitico, sublime o abietto, non potrà che abitare mondi segreti. Molte persone (ripeto: persone) trans vorrebbero invece un lavoro “normale” che non trovano”.

Ottime le citazioni, erudite, inserite nello stesso articolo:

 “Uno è tanto più autentico quanto più assomiglia all’idea che ha di se stesso” (Pedro Almodovar)

“Non domandare mai che cosa uno faccia, bensì come uno lo fa” (Jung)

Parole virgolettate tratte dal quotidiano “l’Unità” del 5/11/09, articolo scritto da Vittorio Lingiardi a p. 13

Se hai l’influenza, probabilmente hai l’H1N1

Novembre 4, 2009 di xamax

Leggere i quotidiani fa bene. Leggerne diversi è ancora meglio. Oggi ho scelto “Libero” , e appare interessante, vista la rilevanza della materia trattata,  un articolo scritto da Cristiana Catoldi a p. 19. “In Italia – scrive la giornalista sulla base delle spiegazioni del ministro della salute Maurizio Sacconi e del suo vice Ferruccio Fazio – circolano 250 mila soggetti affetti da sindromi influenzali di vario tipo e quasi tutti sono infettati dal virus H1N1”. Dunque se una persona sta male, ha la febbre, mal di gola, magari tossisce, ha una buona probabilità di avere l’influenza suina. E ancora più in basso nello stesso articolo, si leggono le parole  tratte dalla nota ministeriale: “ … è plausibile che la quasi totalità di tali malattie influenzali –in questo momento- siano attribuibili a tale infezione, poiché i dati della sorveglianza virologica indicano la assoluta predominanza di tale ceppo virale”. Cristiana Lodi ci tiene a far conoscere anche l’ultimo bollettino secondo cui “Va sottolineato che tutte le vittime – ( leggo 18 in tutto) – tranne una e per la quale gli accertamenti sono in corso, presentavano patologie preesistenti”.

Nel frattempo si legge che saranno 2.117.999 le dosi di vaccino disponibili entro la fine della settimana secondo dei dati aggiornati alle ore 19,00 di ieri. (fonte: quotidiano Libero)

In Europa oltre 64.000 i casi segnalati e 325 le vittime (dati OMS del 30/10/09) sottostimati per difetto, in quanto non è più richiesta la conferma e la segnalazione dei singoli casi . (fonte: quotidiano Libero)

Nel mondo oltre 441.661 casi segnalati con 5.846 vittime. (fonte: quotidiano Libero)

L’articolo per intero lo trovate sul quotidiano “Libero” p. 19. Autore: Cristiana Lodi del 04/11/09

http://www.salastampa.ministerosalute.it/