Novembre 9, 2009 di xamax
L’Afghanistan, terra sicuramente affascinante ma carica di pericoli e non solo di tipo terroristici. Sembra infatti che in una zona remota a sud del territorio afghano, un soldato americano di 22 anni, il 16 settembre scorso, sia morto dopo essere stato punto da una zecca. A quanto pare, il parassita ha veicolato un virus, simile al temibilissimo “Ebola” , allo sfortunato militare che è rimasto vittima di una letale febbre emoraggica. La notizia riportata sul “Washinton Times” è stata data da un medico militare della base del Kandahar, Jim Radike. Per capire e studiare la situazione è stata inviata una equipe medica, dalle autorità militari, per analizzare il sangue dei militari presenti in questa postazione.
fonte: quotidiano “L’Avvenire” del 08/11/2009
Tag: Afghanistan, guerra, medici, Quotidiano Avvenire, soldati, soldati americani, Washinton Times
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Novembre 8, 2009 di xamax
Ormai è diventato l’argomento dei nostri giorni. La cocaina è saltata alla ribalta della cronaca uscendo da quel mondo sommerso dove sembra abitare senza destare alcun tipo di scandalo. Come dire: tanti la usano, e forse si sa anche chi lo fa, però, fin quando non salta agli occhi del grande pubblico non occorre farne un processo mediatico. Eppure le cose non sembrano proprio così normali. Dagli articoli che si leggono sui quotidiani si fa avanti una denuncia volta a sgominarne il fenomeno, a parlarne e, quantomeno, a farlo erigere come vera e propria problematica sociale. Si perché la cocaina è davvero un grande problema sociale. Magari di questi tempi tutti i riflettori dell’emergenza pubblica sono rivolti all’influenza suina. Ma, “approfittando” del caso Marrazzo (scusate il termine improprio) la cocaina è davvero un grande problema sociale. Innanzi tutto perché è facile, a quanto pare, da trovare. E’ facile da consumare. Non occorre nient’altro che un oggetto che la faccia inspirare. Altro elemento: non crea, a differenza dell’eroina, crisi di astinenza (crea però dipendenza psichica) che si ripercuota dolorosamente sul fisico. E ancora: chi la consuma, sempre secondo ciò che scrivono gli esperti, sono portati a provare sensazioni di benessere mai vissuti prima. Insomma, detta così sembrerebbe quasi una manna dal cielo, ma non lo è affatto. Anzi. I suoi effetti sono pericolosissimi. In un articolo scritto ieri, sul “Corriere della Sera”, dal dott. Furio Ravera, psichiatra, si leggono tanti elementi allarmanti e assai pericolosi cui va incontro chi si espone al consumo della cocaina.
“La cocaina altera –scrive lo psichiatra- le condizioni fisiologiche del cervello: nel lavoro clinico abbiamo notato come il cocainomane si allontana progressivamente dalle acquisizioni della civiltà in termini di comportamenti e di responsabilità. La trasgressione sessuale è una di queste”. Ma non basta, il dott. Ravera allarga il campo a chi fa uso della cocaina e svolge una attività medica o finanziaria: “Un chirurgo (ce ne sono tanti) – scrive Ravera – che usa la cocaina tenderà a essere più temerario e sopravvaluterà le sue capacità. Ciò che desidera verrà confuso con ciò che può essere realizzato. Ma anche chi si occupa di finanza avrà lo stesso comportamento”. Più in là nell’articolo si legge: “Se consideriamo la diffusione della cocaina nel mondo degli operatori finanziari, come ha ricordato anche Jaques Attali, si può immaginare che essi diano vita ad un sistema caratterizzato dalla temerarietà e dalla irresponsabilità”.
Il dottore spinge ancor di più e nel suo articolo-denuncia dichiara: “Chi conosce da vicino i cocainomani sa che non conviene affidare loro nulla: sia che si tratti di risparmi, figli, automobili, sia il proprio corpo su un tavolo operatorio, oppure la conduzione della cosa pubblica”.
L’interessantissimo report vira poi verso la realtà adolescenziale italiana che inizia a conoscere questo mondo, sommerso nell’illegalità, già all’età di 13 anni. E gli effetti sono molto allarmanti. I giovani non solo si abituano all’illegale, ma “c’è perfino chi sostiene il proprio ritmo di studio così…” scrive il dott. Ravera. E gli effetti dell’uso della cocaina non si fermano alla devastante dipendenza psichica, ma si allargano anche sul tessuto cerebrale dell’individuo che la utilizza. “La cocaina lo maltratta pesantemente”, scrive lo psichiatra e le alterazioni che subisce il cervello “fra vent’anni porteranno a un incremento di soggetti ancora relativamente giovani ma con segni di deterioramento delle capacità”. E ancora continuando: ”Si può già ipotizzare anche un aumento della spesa (pubblica?) per assistere queste persone che , per i bagni di dopamina favoriti dalla coca, sviluppino sindromi parkinsoniane e pseudo demenze”.
Insomma il quadro dei danni sociali ed individuali dovrebbe allarmare pesantemente gli organi statali. Perché la cocaina per l’individuo, a detta del dott. Ravera, “è l’inizio della fine”, ma non solo, perché lo è “anche per una società”.
E questo bisognerebbe farlo sapere a tutti, nessuno escluso.
Virgolettate le parole del dott. Furio Ravera, psichiatra, scritte nell’articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” del 7 novembre 09 a pag. 6
Tag: cocaina, corriere della sera, dipendenze, droga, eroina, Furio Ravera
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Novembre 6, 2009 di xamax
L’emblema è risolto da un salto indietro che bisogna fare fino al 1997. Ma prima diamo un’occhiata alla sostanza adiuvante che si chiama squalene.
Sul quotidiano “libero” del 4 novembre scorso una risposta in merito l’ha data Rino Rappuoli lo scienziato toscano della Novartis, azienda farmaceutica produttrice del vaccino. A Siena infatti ha sede il centro di ricerca e produzione della Novartis. Rappuoli ha affermato che lo squalene è “in sostanza un olio, estratto dal fegato del pescecane. E’ prodotto anche dal nostro fegato, circola nel sangue”. Alla domanda dell’autore dell’articolo, Andrea Scaglia, sul perché venga utilizzato nei vaccini, il ricercatore risponde: “E’ contenuto in dose minima nella sostanza adiuvante, cioè aggiunta al vaccino per amplificare la risposta immunitaria dell’organismo e “coprire” anche contro eventuali mutazioni del virus. E l’adiuvante brevettato da Novartis e presente nel vaccino contro l’influenza A – si chiama MF59- è stato ampiamente testato”. Ne è la prova il fatto che l’Agenzia Europea dei Medicinali abbia dato il suo ok per la sua diffusione.
Oggi leggo che in Usa il vaccino non ha questo adiuvante. Tanti si sono chiesti il perché. Il cronista di libero, in quello stesso articolo una domanda molto simile l’ha posta allo scienziato della Novartis che ha prontamente risposto: “Il vaccino influenzale adiuvato è stato messo a punto e prodotto in Italia e approvato nel nostro Paese prima che altrove, era il 1997. Negli Stati uniti, invece, le prove cliniche per questo vaccino sono state avviate solo nel 2006, per questo motivo non è stato ancora registrato”.
Ho voluto pubblicare su questo blog parte di questa intervista, perché ritengo che sia dovere di tutti informare su dichiarazioni oggettivamente riscontrabili e non su supposizioni dettate dalla paura. Anche perchè, come ha affermato Giuseppe Marino in un altro articolo pubblicato su “Il Giornale” di oggi, “contro la paura non c’è alcun vaccino”.
Tag: Giuseppe Marino, Il Giornale, influenza, quotidiano libero, Rino Rappuoli, vaccino, virus
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Novembre 5, 2009 di xamax
Si legge su un articolo “dell’ Unità” del numero di oggi scritto da Vittorio Lingiardi dell’Università La Sapienza: “La notizia del giorno riguarda le persone Mtf (Male to Female). E la domanda del giorno è: perché un uomo può desiderarle?”.
Chissà quanti italiani di sesso maschile non sanno dare una risposta precisa a questa domanda. Ma trovare una risposta non è facile. Scrive ancora Lingiardi: ”Mettiamoci in testa che nel campo della sessualità, non c’è mai una risposta certa”. E’ non è facile intuire il perché”. Quanti programmi televisivi parlano di sessualità? Non rispondo perché è troppo ovvio. Eppure, quello della sfera sessuale è un argomento, che se affrontato in modo scientifico ed educativo, avrebbe dei risvolti davvero positivi nella vita sociale e nella qualità della vita individuale. Bisognerebbe, educare, innanzi tutto, a rispettare le scelte sessuali di ciascuno, quando queste però non ledono i diritti inalienabili dell’essere umano, o peggio ancora, toccano l’innocenza dei bambini.
Nello specifico, il mondo Trans perché resta nel segreto? Perché diventa motivo di scandalo? Una risposta assai convincente la dà lo stesso Vittorio Lingiardi che afferma: ”La nostra mente spesso si nutre di dimensioni mitiche, ma in certi casi è meglio rivolgersi all’umano. Umanizzare il mito trans, e riportarlo tra noi. Finché resta un oggetto mitico, sublime o abietto, non potrà che abitare mondi segreti. Molte persone (ripeto: persone) trans vorrebbero invece un lavoro “normale” che non trovano”.
Ottime le citazioni, erudite, inserite nello stesso articolo:
“Uno è tanto più autentico quanto più assomiglia all’idea che ha di se stesso” (Pedro Almodovar)
“Non domandare mai che cosa uno faccia, bensì come uno lo fa” (Jung)
Parole virgolettate tratte dal quotidiano “l’Unità” del 5/11/09, articolo scritto da Vittorio Lingiardi a p. 13
Tag: l'Unità, trans, Vittorio Lingiardi
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Novembre 4, 2009 di xamax
Leggere i quotidiani fa bene. Leggerne diversi è ancora meglio. Oggi ho scelto “Libero” , e appare interessante, vista la rilevanza della materia trattata, un articolo scritto da Cristiana Catoldi a p. 19. “In Italia – scrive la giornalista sulla base delle spiegazioni del ministro della salute Maurizio Sacconi e del suo vice Ferruccio Fazio – circolano 250 mila soggetti affetti da sindromi influenzali di vario tipo e quasi tutti sono infettati dal virus H1N1”. Dunque se una persona sta male, ha la febbre, mal di gola, magari tossisce, ha una buona probabilità di avere l’influenza suina. E ancora più in basso nello stesso articolo, si leggono le parole tratte dalla nota ministeriale: “ … è plausibile che la quasi totalità di tali malattie influenzali –in questo momento- siano attribuibili a tale infezione, poiché i dati della sorveglianza virologica indicano la assoluta predominanza di tale ceppo virale”. Cristiana Lodi ci tiene a far conoscere anche l’ultimo bollettino secondo cui “Va sottolineato che tutte le vittime – ( leggo 18 in tutto) – tranne una e per la quale gli accertamenti sono in corso, presentavano patologie preesistenti”.
Nel frattempo si legge che saranno 2.117.999 le dosi di vaccino disponibili entro la fine della settimana secondo dei dati aggiornati alle ore 19,00 di ieri. (fonte: quotidiano Libero)
In Europa oltre 64.000 i casi segnalati e 325 le vittime (dati OMS del 30/10/09) sottostimati per difetto, in quanto non è più richiesta la conferma e la segnalazione dei singoli casi . (fonte: quotidiano Libero)
Nel mondo oltre 441.661 casi segnalati con 5.846 vittime. (fonte: quotidiano Libero)
L’articolo per intero lo trovate sul quotidiano “Libero” p. 19. Autore: Cristiana Lodi del 04/11/09
http://www.salastampa.ministerosalute.it/
Tag: Cristiana Lodi, Libero
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Novembre 3, 2009 di xamax
Un uomo entra in un bar, si gira attorno. Ha le mani in tasca. Forse sente freddo. Poi decide di uscire. Tira fuori una mano dalla tasca. Stringe qualcosa. Una pistola. No, non è un bambino, e la pistola non è un giocattolo. Lui è un uomo. Punta la pistola ad un altro uomo che gli da le spalle. Gliela punta dritta in testa. Spara. L’uomo con la pistola uccide. L’altro cade per terra. Ucciso. Non basta. L’omicida spara ancora. Poi va via. Come fosse niente. Tutti vediamo, successivamente il video. E ne rimaniamo profondamente scossi. Tutti. “Tutti”, si spera. Si, perché se soltanto uno ha sorriso o brindato dinanzi a quelle scene, vuol dire che la società in cui viviamo ha fallito. Senza scuse ne tantomeno lezioni di moralità ed etica da parte di chiunque. A nessuno è concesso. Perché la colpa è di tutti.
E, adesso, magari si pretende che il cittadino comune faccia l’eroe? A tal proposito riporto tratti di un articolo dello scrittore napoletano, Raffaele La Capria:
“E’ vero hanno paura, che c’è di strano? Da molti chilometri di distanza i virtuosi vorrebbero che i cittadini della mia città, abitata da gente amabile, e non solo da camorristi – da gente cui darei il premio Nobel della sopravvivenza per quanto si danno da fare per campare – vorrebbero che i cittadini si trasformassero in eroi”. Parole scritte su un articolo del “Corriere della Sera”. Ed è un articolo che fa riflettere e che non si ferma a concetti ideologici, ma piuttosto si concentra sulla realtà nuda e cruda che giornalmente affronta il cittadino comune. La sua riflessione è focalizzata proprio su di lui: il cittadino di ogni giorno. Quello lontano dai riflettori dei media e che anzi da questi, molto spesso, è bombardato da film in cui vedi “una pistola puntata, una testa spaccata, sangue”, quel cittadino lontano dai salotti opinionisti mediatici, di gente che parla e molto spesso analizza società e comportamenti umani con un distacco tale da sembrare far parte di un altro mondo. Lui si sofferma sul cittadino che vive di precarietà economica, che si sente solo, che in sostanza non vede davanti a sé un futuro .Che non sente lo Stato vicino. A quel cittadino che se, anche, dovesse decidere di mettersi contro queste forze criminali e fare l’eroe, dovrebbe comunque essere solo, senza famiglia. Perché “loro”, il clan malavitoso è lì, tra le strade, e quei “mostri generati da una maledetta storia secolare e oggi in libera uscita sono capaci di tutto”. E potrebbero, in sostanza, scagliarsi contro i tuoi affetti più cari, e questo non te l’ho perdoneresti mai! E, dunque, al lavoratore precario che non si sente tutelato nei suoi diritti fondamentali, al cittadino che non si sente protetto, come gli si può chiedere di fare l’eroe? La Capria continua: “Per favore, non ditemi che lo sto scusando. E credetemi, anche a me quel video ha dato i brividi. Anche io avrei preferito che la città avesse detto: no, non posso sopportarlo”. (Tra le virgolette le parole tratte dall’articolo a p.11 del “Corriere della sera” del giorno 1/11/2009 di Raffaele La Capria dal titolo: “E’ vero hanno paura: che c’è di strano?”)
Smettiamola di fare filosofia sociale e pseudo-cavalleria. I cavalieri lottavano “insieme” e avevano un codice di sana moralità, ispirato a principi di solidarietà umana, da rispettare. Quegli stessi principi che una società deve inculcare sin dai primi anni di vita. A partire dagli ambienti in cui cresciamo e viviamo quotidianamente. Altrimenti rischiamo di essere filosofi del nulla.
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Ottobre 30, 2009 di xamax
Ha detto su “l’era graciale”, il programma su raidue di Daria Bignardi, di credere al miracolo della vita intesa come un percorso per imparare ad amare. Ed ancora: “I figli fanno crescere i genitori”.
Affascinanti parole di una donna intensamente scrittrice.
Tag: Susanna Tamaro
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Ottobre 29, 2009 di xamax
Svolta evoluzionistica? No soltanto di laboratorio!
Dei ricercatori americani hanno scoperto come, tramite un giusto miscuglio vitaminico, sia possibile ottenere da cellule staminali, ovuli e spermatozooi. Dentro i laboratori, d’ora in poi, sarà possibile creare i due elementi essenziali a costituire ed iniziare alla vita uumana. Si potranno inseminare, o creare, un’immensità di bambini senza il naturale percorso che vede l’essere maschile accoppiarsi con quello femminile. Gestire e regolare la rivoluzionaria scoperta è una priorità che gli stessi ricercatori americani si son posti dinanzi alla comunità internazionale.
Lo studio è stato realizzato dalla “Stanford University School of Medicine”. “Nature” lo ha pubblicato.
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Ottobre 27, 2009 di xamax
Una trasmissione pormeridiana in onda su raidue, ha discusso e posto l’amletica domanda, che titola il post, ai propri telespettatori che attraverso il famoso televoto dovevano rispondere “SI” oppure “NO”. Ebbene, indovinate chi ha vinto?
Ha vinto, superando il 70% dei consensi circa, il “SI”.
A quel punto, ritornavano alla memoria, le parole di un Prefetto che ha lottato e lotta a pieno volto contro i poteri e la cultura mafiosa. Il prefetto si chiama Fulvio Sodano. E queste semplici, ma taglienti, parole sono state lette dentro un aula piena di studenti universitari in una facoltà di Giurisprudenza in cui mi trovavo per dovere di cronanca.
Afferma Sodano:
“L’italia è il paese dove al merito si contrappone l’appartenenza e la raccomandazione”.
Ma sarebbe ingiusto finire così. Sembrerebbe, quasi, una dichiarazione di rassegnazione. E non lo è per niente. Perché il Prefetto non si è mai rassegnato alle ingiustize e alle prepotenze di qualsiasi tipo. Dal contenuto della stessa lettera (il Prefetto non era presente per delicati problemi di salute) emerge, infatti, che le cose devono e possono cambiare sin da adesso. E invita le nuove generazioni ad iniziare quel rinnovamento sociale indispensabile a garnatire, in ogni settore, il rispetto della legalità e della cultura democratica. I giovani, in sostanza, aiutati da una società che comunque li sostiene e li forma, possono riuscire laddove le generazioni già attempate hanno fallito.
Xamax si riserva di pubblicare, con post interamente dedicato, l’intero scritto del Prefetto.
Tag: Fulvio Sodano
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Ottobre 21, 2009 di xamax
“Ero sopra il piede dilaniato del mio collega!” …
Facciamo un salto indietro. Un piccolo salto indietro per ritornare, soltanto dopo, a queste tremende rivelazioni. Sono le 23,30 circa quando a rai2, il 20 ottobre scorso, alla “storia siamo noi”, il programma di Minoli, si trasmette un report sulla strage di via d’Amelio. Strage che ha visto morire trucidamente il giudice Borsellino insieme ai suoi agenti di scorta tranne uno. Eppure dalle parole della moglie del Giudice, mai ripresa durante tutto il programma, si evince chiaramente come il magistrato antimafia, dall’immenso spessore umano, Paolo Borsellino, consapevole del fatto che Cosa Nostra l’avrebbe ucciso da un momento all’altro, faceva di tutto per evitare di coinvolgere i suoi angeli custodi, i suoi agenti. Quando poteva si faceva trovare solo. Solo andava a comprare il giornale. Solo si è recato all’ospedale dove lottava per vivere Giovanni Falcone subito dopo la strage di Capaci. Messaggi importanti rivolti a Cosa Nostra. Come dire: Se volete uccidermi potete farlo lasciando stare i miei uomini. Ma così non è stato. Loro hanno deciso di fare una strage. E con il giudice Borsellino sono morti gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto miracolosamente è stato Antonino Vullo.
La trasmissione va avanti.Piangono i parenti. Alcuni non reggono il ricordo. E come mai potrebbero reggere pensando, rivivendo con la forza della memoria, quegli attimi terribili che si sono sugguiti subito dopo la strage. La madre e il padre di Emanuela Loi, l’unica donna del gruppo degli agenti di scorta, per l’inconfortabile ed insopportabile dolore della perdita sono morti malati. Uccisi dal dolore! Scorrono, in maniera toccante, le foto degli agenti.Vite spezzate per servire lo Stato. Spezzate da un potere occulto e spietato che ha falto saltare in aria, oltre le vite, anche i fondamenti democratici della nostra democrazia.
“Non rassegnarti alla sconfitta, alzati” echeggia, al di fuori le mura della cattedrale, il grido dell’allora cardinale di Palermo Pappalardo durante la messa alle vittime della strage. Nel frattempo le alte cariche dello Stato, compresa l’allora presidente della Repubblica, Scalfaro, cercano di uscire dalla cattedrale palermitana, evitando la furia del popolo “onesto”, inferocito dalla rabbia e dallo sgomento.
Ma torniamo alle parole sconvolgenti del nostro agente della scorta Borsellino scampato alla strage:
L’agente affievolisce la voce. A stento riesce a far fuoruscire le parole dalla bocca. Gli occhi sono lucidi. Cerca con una profonda dignità di trattenere l’emozione, le lacrime amare del dolore e della rabbia. “Ero” e si ferma. Sembra quasi non ce la faccia, ma poi continua facendo fuggire lo sguardo dalla telecamera. “Ero” si ferma ancora, poi riprende: “Ero sopra il piede del mio collega”. Prima un calore tremendo e una spinta che lo teneva ancorato all’abitacolo della macchina sballottata qua e là.
Come lo era tutta la nazione, sballottata qua e là da un’organizzazione criminale che stava attaccando duramente lo stato italiano.
Oggi dopo 17 anni dalle stragi di Capaci e di via d’Amelio qualcosa è cambiato. Qualcosa si è mosso e si sta muovendo. Le nuove generazioni sono molto più consapevoli che la mafia è un fenomeno criminale da fermare. Le persone , la gente comune incomincia a ribellarsi al potere mafioso. Nascono le associazioni antiracket in Sicilia. Confindustria siciliana ha dato un segnale importante contro la mafia. Gli imprenditori incominciano a ribellarsi. I giovani si ribellano al potere della violenza della mafia. Le foto di Falcone e Borsellino sono diventate una bandiera di orgoglio per tantissimi italiani. Gli investigatori sentono la popolazione molto più vicina e consapevole rispetto al passato.
“La gente si ribellerà”. Parole del giudice Borsellino dette a sua moglie prima di essere ucciso. Parole cariche di emozione, sentimento e speranza. E Borsellino è stato profetico nel dirle. Perchè la gente si sta ribellando.
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