Questo prezioso alimento trae la sua origine dal popolo egiziano nel lontano 6000 a.C. E’ quella la famosa data in cui si creò questo fondamentale impasto, una svolta nelle abitudini alimentari che avrebbe coinvolto tutta l’umanità, fatto di farina di chicchi di cereali unita ad acqua e sale: il pane appunto. E furono gli stessi Egizi a scoprire che questo, lasciato a riposo, diventasse più morbido, grazie a quella che verrà chiamata lievitazione spontanea. Poi però ci pensarono i Greci a migliorare ed affinare le tecniche, creando più di 72 specie di pane. Non potevano mancare, tralaltro, i Romani che in periodo imperiale avevano istituito il detto “panem et circenses” ossia pane e spettacoli gratuiti per tutti. Dopo, però, fu la volta delle invasioni barbariche, con la distruzione di quasi tutte le coltivazioni di grano, fatti salvi i monasteri dove i monaci continuavano a produrlo per usi liturgici e per cibarsene. Da lì fino al Rinascimento i forni e i mulini, dai quali si prelevava l’acqua, furono proprietà dei feudatari che, naturalmente, pretendevano dai sudditi un compenso per la produzione del pane. Nel 1000 inizia la professione di fornaio, grazie soprattutto alla costruzione dei mulini a vento e ad acqua, ma il vero sviluppo si ha nel Rinascimento, nel XV secolo, grazie anche al fatto che alla corte dei Medici si era inventato il lievito di birra. Agli artigiani parigini prima e viennesi dopo, toccarono affinare le tecniche di produzione producendo, così, quello che veniva chiamato, pane di lusso.
Ad oggi nell’Europa del nord ed in Belgio il pane si prepara con il lievito di birra, in Perù e Guatemala con la farina dolciastra, che trae la sua fonte dalle banane.
In Cina abbiamo il “baozi”, preparato al vapore, in India il “chapati” addirittura usato come terza mano, cioè come posata, in Marocco viene arricchito con diversi aromi e spezie, in Etiopia con il miele, in Libano con il timo. Insomma ne abbiamo per tutti i gusti.
Per la Bibbia il pane equivale alla vita e dunque ritenuto importantissimo. Basti pensare che in Marocco il pane non viene mai buttato ed è donato ai poveri, per l’esaudimento delle proprie preghiere.
E dopo questo piccolo viaggio sulla genesi del pane, torniamo ai suoi creatori, gli Egizi, che ancora oggi ritengono così importante questa loro creatura, da chiamarla “aish”, un vocabolo che significa anche vita.
Si pensi che in Egitto chiunque trovi un pezzo di pane per terra, lo bacia e lo rimette su un muretto, per proteggerlo da chi, eventualmente, con un pò di distrazione europea, potrebbe tranquillamente non farci neanche caso.
E mai come adesso il pane torna alla ribalta delle cronache, per il rincaro del prezzo dovuto, a quel che si dice, dalla diminuzione di scorte di grano nel mondo.