Esistono i voti di scambio? E se esistono, è tollerabile, e democratico il voto di scambio? Insomma quando si va a votare, l’elettore, sempre eccessivamente coccolato ed osannato dal politico di turno, vota un programma? Vota disinteressatamente? Vota davvero perchè sente il Potere Sovrano sulle sue spalle? O forse, a volte o spesso, il suo voto non è altro che un semplice baratto? Io voto te, e per ricambiarmi, tu mi devi un favore. Nulla m’importa della Sovranità, nulla del benessere del mio Stato, ma piuttosto devo tirare a campare e pensare al mio piccolo giardinetto di casa. Quanti elettori possono identificarsi con quest’ultima affermazione? Per esempio, se faccio un concorso e corro dietro “la strada giusta” per vincerlo, la colpa è sempre e soltanto del politico, o chiunque altro vogliamo che ci aiuti? La corruzione è anche nell’anima dell’uomo e pensare di debellarla è forse troppo, ma contenerla e non farla diventare una consuetudine lecita, sarebbe già un gran primo passo. Come mai, fino ad oggi, le varie classi politiche che si sono succedute a suon di promesse e chiemere di tutti i tipi, hanno portato l’Italia ad un misero 40esimo posto nel mondo economico, con uno dei peggiori sistemi fiscali? Non si parli poi del mercato del lavoro!
Di chi è la colpa?
Le società evolvono attraverso quella cultura, che sin da piccoli veicola l’intelligenza verso il bene e il rispetto di se stessi e degli altri. Quella cultura che apre gli orizzonti verso un bene comune,verso la solidarietà. Una società cresciuta con questi valori d’altruismo, che non accetta il compromesso, il voto di scambio, il favore personale, non avrebbe permesso, per esempio, a giudici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di sentirsi soli e saltare in aria perdendo la loro vita insieme agli Agenti delle Forze Armate.
Non l’avrebbe permesso.
I cambiamenti, ne sono convinto, devono partire, prima di tutto, dentro ogni individualità.
Dentro l’anima.